La cardiomiopatia dilatativa
E' un termine generale che comprende un gruppo di malattie che colpiscono il miocardio, caratterizzate da una
disfunzione prevalentemente sistolica ( relativa alla fase di contrazione del muscolo cardiaco)
con riduzione progressiva della contrattilità e rapidamente ingravescente, che può
presentare caratteri di familiarità o una base genetica. La perdita di contrattilità del
muscolo cardiaco può essere causata anche da altre condizioni patologiche ad esempio infettive
(come alcune miocarditi) o metaboliche (ipotiroidismo), con prognosi che possono essere anche molto
differenti: è quindi importante porre una corretta diagnosi differenziale. In caso di lievi
alterazioni all'ecocardiogramma o all'ECG non accompagnate da segni clinici, è bene
effettuare esami ematobiochimici e soprattutto esami ulteriori quali i biomarcatori cardiaci
e il monitoraggio ECG Holter per svelare eventuali forme occulte o pre-sintomatiche.
I segni clinici sono multipli ma generalmente si osserva insufficienza cardiaca
congestizia accompagnata da tosse, profonda astenia (debolezza, stanchezza) e difficoltà
di respirazione per edema polmonare, o altri segni quali aritmie e sincopi. La morte improvvisa può
rappresentare il primo e unico segno di malattia, come si osserva con relativa frequenza soprattutto nelle
razze dobermann e boxer . L’insufficienza cardiaca destra, spesso conseguente, causa
ascite (versamento liquido addominale) e versamento pleurico. La terapia si giova di riposo,
dieta, ossigeno e soprattutto di numerosi farmaci tra i quali diuretici, vasodilatatori e antiaritmici;
la prognosi è comunque strettamente riservata.